{"id":1794,"date":"2006-07-09T19:07:03","date_gmt":"2006-07-09T17:07:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/?p=1794"},"modified":"2023-05-05T19:08:55","modified_gmt":"2023-05-05T17:08:55","slug":"clay-regazzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/2006\/07\/09\/clay-regazzoni\/","title":{"rendered":"Clay Regazzoni"},"content":{"rendered":"<p>Testata:&nbsp;<strong> Il Caff\u00e8<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;incontro<\/strong><\/p>\n<p>La grinta \u00e8 sempre quella. Perch\u00e9 non si diventa uno dei grandi della Formula 1 per sbaglio. Cos\u00ec come non si vince a Monza al volante di una Ferrari. Anzi, nessuno guida una &#8220;Rossa&#8221; se non ha dentro qualcosa di speciale. Una passione che a 67 anni, lo spinge ancora a partecipare a competizioni automobilistiche. Quasi che non avesse una &#8220;certa&#8221; et\u00e0 e non fosse obbligato a spostarsi su una sedia a rotelle. Ma Gian Claudio &#8220;Clay&#8221; Regazzoni con quel suo sorriso scanzonato e la parlata sciolta, sembra aver fermato il tempo. &#8220;Sono appena tornato dall&#8217;Equador &#8211; racconta Clay -. Ho partecipato alla &#8220;Carrera sudamericana Buenos Aires-Quito&#8221;. Ho anche diverse altre gare in programma. Soprattutto storiche&#8221;. Una passione, quella per i motori, che non \u00e8 mai venuta meno. &#8220;Non posso e non voglio farci nulla &#8211; confida Clay -. Mi piace guidare. Mi \u00e8 sempre piaciuto. \u00c8 la mia vita&#8221;. Una vita di corsa. A gran velocit\u00e0 sui circuiti di tutto il mondo. Partendo da lontano. Da Lugano, dove nasce il 5 settembre 1939. Clay si avvicina abbastanza tardi al mondo delle macchine da corsa (era il 1963) ma, dopo i primi approcci in Formula 3, passa subito alla Formula 2 come pilota ufficiale della Tecno. Nel 1970 fa il suo esordio in Formula 1 al volante della Ferrari ottenendo una clamorosa vittoria nel Gran Premio d&#8217;Italia a Monza. La sua collaborazione con la &#8220;Rossa&#8221; prosegue anche nelle due stagioni successive, ma con scarsi i risultati. Nel 1973 &#8220;emigra&#8221; all&#8217;inglese Brm: una stagione da dimenticare. L\u00ecanno migliore di Regazzoni \u00e8 il 1974, quando tornato alla casa di Maranello a far coppia con una giovane promessa, Niki Lauda, sfiora il titolo di campione del mondo. Il 1976 \u00e8 l&#8217;ultima stagione al volante della Ferrari. Poi passa alla Ensign ottenendo risultati di secondo piano. Esattamente come nel 1978 alla Shadow. Nel 1979 \u00e8 con l&#8217;emergente Williams sponsorizzata da finanziatori arabi e la conduce anche alla prima, storica, vittoria nel Gran Premio d&#8217;Inghilterra a Silverstone. All&#8217;inizio del 1980 torna all&#8217;Ensign, ma un drammatico incidente nella gara di Long Beach porr\u00e0 fine alla sua carriera in Formula 1 e lo costringer\u00e0 su una sedia a rotelle. Per\u00f2 non si sfiora il titolo mondiale casualmente. Ed anche se dopo 132 Gran premi, 5 vittorie, 13 secondi posti, 10 terzi posti e moltissimi piazzamenti, ed aver realizzato per ben 13 volte il giro pi\u00f9 veloce in gara, deve dare l\u00ecaddio alla Formula 1, pochi anni dopo torna a gareggiare, affrontando anche prove massacranti come la Parigi-Dakar, a bordo di vetture fuoristrada o addirittura camion. In questa girandola di corse e gare, non si \u00e8 fatto mancare anche le competizioni con auto storiche. Nel 2000 poi, \u00e8 giunta una grande soddisfazione: \u00e8 stato votato, assieme all&#8217;ex-sciatrice Michela Figini, sportivo ticinese del secolo. Clay Regazzoni \u00e8 anche autore di due bei libri: &#8220;\u00c8 questione di cuore&#8221; (vincitore del Premio letterario del Comitato olimpico italiano e del Premio Bancarella), e &#8220;E la corsa continua&#8221;. Appunto: la corsa continua. Senza aggirare gli ostacoli. Soprattutto oggi. &#8220;Ci sono troppe persone che non ca piscono &#8211; sbotta Regazzoni -. Quando sono in viaggio, mi succede spesso di litigare con funzionari che, con la scusa delle misure di sicurezza, limitano i miei spostamenti. Io con queste persone ci litigo, ma tutti gli altri nella mia condizione troppo spesso non osano. E questo non \u00e8 giusto&#8221;. Uno sfogo che non \u00e8 fine a se stesso. &#8220;Nel 1994 &#8211; ricorda Clay &#8211; \u00e8 stata costituita l&#8217;associazione che oggi si chiama: &#8220;Aiutiamo la paraplegia&#8221; &#8211; Club Clay Regazzoni. Lo scopo era ed \u00e8 quello di legare lo sport alla beneficenza, cos\u00ec da raccogliere fondi da devolvere ad enti e istituti che si occupano dei problemi legati alla paraplegia&#8221;. In particolare l&#8217;associazione sostiene l&#8217;attivit\u00e0 del reparto di Uroparaplegia dell&#8217;Ospedale di Magenta, riuscendo a raccogliere ogni anno oltre cinquantamila euro. &#8220;Ho trovato una ragione di vita supplementare nel mio impegno a favore dei paraplegici &#8211; confida Regazzoni -. Si fa davvero troppo poco per migliorare le condizioni di vita di chi vive su una sedia a rotelle&#8221;. Quella che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, invece, \u00e8 la passione per la Formula 1. &#8220;\u00c8 proprio cos\u00ec &#8211; ammette -, non seguo in sostanza pi\u00f9 nulla. Mi annoio&#8221;. Ed il perch\u00e9 \u00e8 presto detto: &#8220;C&#8217;\u00e8 troppa elettronica e non ci sono pi\u00f9 personaggi degni di tale nome&#8221;. Eppure tutti stravedono per Michael Schumacher. &#8220;\u00c8 bravo &#8211; replica Regazzoni -, ma la sua classe non basta a dar lustro ad un ambiente che sembra sbiadito: la Formula 1 \u00e8 solo un circo. Le gare sono state trasformate in semplici show per i media&#8221;. Inutile negarlo, sembra emergere un po&#8217; di nostalgia per quei bolidi velocissimi, ma altrettanto instabili e non sempre controllabili. &#8220;Ho avuto la fortuna &#8211; ammette Regazzoni -, di gareggiare in un&#8217;epoca nella quale i piloti contavano almeno altrettanto delle loro auto. Oggi invece non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Anche piloti di secondo piano possono emergere, grazie alla macchina e all&#8217;elettronica. Lo stesso Schumacher al volante di una monoposto di secondo piano finirebbe a met\u00e0 classifica&#8221;. Sembra quasi che auto capaci di superare i 300 chilometri orari, siano facili da guidare. &#8220;Oggi in Formula 1 &#8211; dice Clay &#8211; fa quasi tutto l&#8217;elettronica e alla federazione internazionale dell&#8217;automobilismo va bene cos\u00ec. Alla Fia interessano solo i soldi. I gran premi, tre giri dopo il via diventano di una noia mortale. Non c&#8217;\u00e8 spettacolo. Basti dire che i sorpassi oggi si fanno solo durante le fermate ai box&#8221;. Insomma, sembra essere tutto sbagliato. &#8220;Certo \u00e8 proprio cos\u00ec &#8211; commenta amaro Regazzoni -. Fino a quando la Formula 1 sar\u00e0 gestita da gente come Bernie Ecclestone, non cambier\u00e0 assolutamente nulla: in pista non ci sar\u00e0 pi\u00f9 posto per il talento&#8221;. Insomma, nella sue parole sembra esserci anche poco ottimismo verso i nuovi giovani piloti impegnati in gara. &#8220;Questo per\u00f2 non significa che siano davvero bravi &#8211; replica -. Non si dimentichi che in pista \u00e8 soprattutto la macchina a contare: determina il 90 per cento del risultato. E poi non si dimentichi che per giungere in Formula 1 serve molto denaro. Non \u00e8 un caso se diversi giovani piloti hanno alle spalle, pi\u00f9 che uno sponsor, una famiglia ricca&#8221;. (Alberto Cotti)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Caff\u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"disable_featured_image":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1794","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1794"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1795,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1794\/revisions\/1795"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}