{"id":4625,"date":"2024-03-05T11:08:32","date_gmt":"2024-03-05T10:08:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/?p=4625"},"modified":"2024-03-06T11:12:31","modified_gmt":"2024-03-06T10:12:31","slug":"arna-il-brutto-anatroccolo-dellalfa-romeo-al-museo-cozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/2024\/03\/05\/arna-il-brutto-anatroccolo-dellalfa-romeo-al-museo-cozzi\/","title":{"rendered":"Arna il brutto anatroccolo dell\u2019Alfa Romeo al Museo Cozzi"},"content":{"rendered":"<p>Testata: <strong>Motor Emotion<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cArna e sei subito alfista!<\/strong>\u201d era questo lo slogan di presentazione di una delle vetture pi\u00f9 discusse del panorama italiano, sicuramente dell\u2019Alfa Romeo. La Arna nasce all\u2019inizio degli anni \u201980 con un accorda tra l\u2019Alfa Romeo e la Nissan Auto. Da questo deriva il nome nato dalle iniziali dei due marchi. Il 40esimo anniversario della vettura economica della casa italiana \u00e8 stato celebrato con un incontro dal titolo \u201c<strong>Arna, l\u2019Alfa con gli occhi a mandorla<\/strong>\u201d al <strong>Museo Cozzi di Legnano<\/strong>, con varie testimonianze di questa complessa storia automobilistica.<\/p>\n<p>La vettura era nata per tentare di risollevare le sorti dell\u2019<strong>Alfa Romeo <\/strong>attraverso la produzione di un prodotto popolare. Alcune vetture furono destinate al mercato inglese, ma i difetti che erano tollerati dal mercato italiano decretarono ben presto la fine su quello inglese. La versione pi\u00f9 spinta, la <strong>Arna Ti<\/strong> \u00e8 stato il prodotto migliore della serie con in 4 cilindri boxer da 1,3 litri, vendute anche come <strong>Nissan Cherry Europe Ti <\/strong>che per\u00f2 montava i motori giapponesi. Con il propulsore pi\u00f9 potente di 1.5 litri raggiungeva una velocit\u00e0 massima di 175 km\/h e la versione TI fu interrotta a met\u00e0 del 1986.<\/p>\n<p><strong>Elisabetta Cozzi, Yuko Noguchi, Mario Fontana, Axel Marx, Alessia Regazzoni,<\/strong> l\u2019attore <strong>Davide da Fidel, Matteo Licata<\/strong> (autore di un libro sull\u2019Arna) <strong>Giacomo Tansini<\/strong>, amico di Clay Regazzoni e <strong>William Jonathan<\/strong> organizzatore di raduni, sono alcuni dei personaggi intervenuti sull\u2019argomento Arna con i loro racconti.<\/p>\n<p><em>\u201cQuando \u00e8 stata presentata l\u2019Arna ero una ragazzina \u2013 racconta <strong>Elisabetta Cozzi<\/strong> \u2013 mio padre era il presidente dei concessionari Alfa Romeo ed ho il ricordo di lui che torn\u00f2 a casa a pranzo arrabbiato per quella macchina che non sopportava, non riusciva a capire come avessero potuto fare un simile prodotto, a suo giudizio invendibile! Mi racconto in seguito della presentazione ai concessionari e mio padre che consigli\u00f2 di togliere lo stemma dell\u2019Alfa dal cofano della vettura. Anche la comunicazione, con lo spot \u201cArna sei subito alfista!\u201d, fu un vero disastro, un autogol per la qualit\u00e0 e la credibilit\u00e0 di quel marchio storico.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl progetto Arna fu molto complesso \u2013 come racconta <strong>Mario Fontana di Profumo di Alfa<\/strong> \u2013 venivano coinvolte fabbriche, maestranze, con relative questioni politiche e sindacali. Anche in Giappone non sapevano molto di questa operazione, decisa dai vertici senza avere interpellato i sindacati, allora molto potenti in estremo oriente\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong>Yuko Noguchi<\/strong> ha raccontato la storia del sign. Oka, a cui tocc\u00f2 il lavoro di vendita della vettura in Europa, iniziando dall\u2019Inghilterra <em>\u201cda buon Giapponese, molto preciso, si ritrova catapultato ad Arese, solo che nessuno sapeva del suo arrivo. Una operazione mantenuta nascosta, anche quando gli uomini dell\u2019Alfa Romeo venivano in Giappone, le riunioni si svolgevano in gran segreto nelle sale di un albergo vicino a Tokyo invece che nella direzione Nissan. Oka era il responsabile per l\u2019Europa della Nissan Cherry, da Bruxelles venne trasferito ad Arese. Giunto nella direzione dell\u2019Alfa si ritrov\u00f2 senza ufficio e nessun collaboratore. Fu solo grazie ad alcune segretarie di direzione la possibilit\u00e0 di avere almeno una scrivania per appoggiare qualche carta ed una sedia per sedersi per iniziare il suo lavoro in un angolo della fabbrica. Il problema era vendere la macchina che aveva un 20% di costo superiore rispetto alla versione giapponese. La macchina doveva essere venduta soprattutto in Inghilterra e Portogallo. Per il Sig. Oka fu una impresa molto difficile, praticamente impossibile, ma gli torn\u00f2 utile per il futuro quando venne promosso ai vertici della azienda giapponese per le vendite della Nissan Micra\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cDella Arna Ti venne prodotta una versione per il mercato svizzero chiamata Jubil\u00e8, ma era veramente brutta \u2013 sono le parole del collezionista <strong>Axel Marx<\/strong> \u2013 per\u00f2 con quella ti distingui. Tra i miei colleghi responsabili dell\u2019Ospedale di Lugano \u00e8 scatta la gara a chi aveva il suv pi\u00f9 grosso e potente da mostrare. Durante il giorno il parcheggio sembrava un salone di auto, ed allora, per distinguermi d quella massa, ho iniziato ad andare al lavoro con la Arna Ti della mia collezione. Poi quando uscivo e la guardavo pensavo che non era proprio un esempio di design, ma alla guida tutto cambiava e la Arna Ti si dimostra ancora una piccola vettura agile nel traffico rispetto alle moderne auto, una Alfa Romeo da rivalutare a quattro decenni della sua nascita!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>La Arna Ti \u00e8 stata anche la prima vettura dei corsi di guida per i portatori di handicap. \u201cMio padre \u00e8 sempre stato un personaggio vulcanico \u2013 ricorda <strong>Alessia<\/strong>, figlia dell\u2019indimenticabile campione <strong>Clay Regazzoni<\/strong> \u2013 si invent\u00f2 dei corsi di guida sicura e sportiva all\u2019Autodromo di Vallelunga e la Arna era la macchina utilizzata con tutti i servocomandi necessari all\u2019ausilio della guida. Quei corsi ebbero un grande successo e mio padre fu molto felice di avere dato la possibilit\u00e0 di provare sensazioni di guida sportiva a tanti giovani relegati su una sedia a rotelle!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Dell\u2019<strong>Alfa Romeo Arna vennero prodotti poco pi\u00f9 di 53.000 esemplari<\/strong> in quattro anni, quando ne erano stati previsti oltre 60.000 all\u2019anno. L\u2019Arna ha comunque rappresentato una avventura industriale ed il primo tentativo di collaborazione tra una casa europea ed una giapponese. Il tempo ha rivalutato quella vettura, sicuramente non bella, ma oggi ricercata da vari appassionati di vetture storiche e young timer.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/motoremotion.it-Arna-il-brutto-anatroccolo-dellAlfa-Romeo-al-Museo-Cozzi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica articolo<\/a><\/p>\n<!-- WP Attachments -->\r\n        <div style=\"width:100%;margin:10px 0 10px 0;\">\r\n            <h3>Allegati<\/h3>\r\n        <ul class=\"post-attachments\"><li class=\"post-attachment mime-application-pdf\"><a href=\"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/motoremotion.it-Arna-il-brutto-anatroccolo-dellAlfa-Romeo-al-Museo-Cozzi.pdf\">Scarica articolo<\/a> <small>(3 MB)<\/small><\/li><\/ul><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Motor Emotion<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"disable_featured_image":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-4625","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4625"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4627,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4625\/revisions\/4627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}