{"id":532,"date":"2019-05-22T10:43:27","date_gmt":"2019-05-22T08:43:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/?p=532"},"modified":"2023-04-29T10:44:26","modified_gmt":"2023-04-29T08:44:26","slug":"il-cordoglio-del-lodigiano-per-il-mito-niki-lauda-campione-coraggioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/2019\/05\/22\/il-cordoglio-del-lodigiano-per-il-mito-niki-lauda-campione-coraggioso\/","title":{"rendered":"Il cordoglio del Lodigiano per il \u201cmito\u201d Niki Lauda: \u00abCampione coraggioso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Testata: <strong>Il Cittadino<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il \u201cClub Clay Regazzoni\u201d conserva il casco utilizzato nel 1974 dal pilota austriaco che per\u00f2 non fu mai ospite del nostro territorio<\/strong><\/p>\n<p>di Fabio Ravera<\/p>\n<p>Un personaggio schivo, quasi irraggiungibile, proprio come si conviene ai \u201cmiti\u201d. Niki Lauda, scomparso luned\u00ec all\u2019et\u00e0 di 70 anni (la notizia \u00e8 stata diffusa solo ieri mattina), \u00e8 stato uno degli \u201ceroi\u201d della Formula 1, un pilota unico per stile di guida e soprattutto per carattere. Il terribile incidente in Germania del 1976, da cui usc\u00ec con il volto sfigurato, il ritorno in pista due mesi dopo e la decisione di non correre causa condizioni meteo impossibili l\u2019ultima gara di quell\u2019annata, il Gp del Giappone, nonostante fosse a un passo dal titolo, rappresentano i momenti pi\u00f9 emblematici di una carriera straordinaria.<\/p>\n<p>La notizia della morte del campione austriaco ha lasciato un grande vuoto anche tra gli appassionati di motori lodigiani. Complice la leggendaria ritrosia, Lauda non partecip\u00f2 mai a eventi organizzati nel territorio, ma una \u201ctraccia\u201d della sua avventura a quattro ruote \u00e8 conservata nel museo del \u201cClub Clay Regazzoni onlus \u2013 Aiutiamo la paraplegia\u201d di Cadilana: il casco utilizzato dal pilota nel 1974, recuperato dal presidente onorario e fondatore dell\u2019associazione Giacomo Tansini una ventina d\u2019anni dopo grazie a un meccanico della Ferrari. \u00abPersonalmente ho anche avuto l\u2019onore di conoscerlo, durante una serata di beneficenza organizzata a Maranello nel 1996 \u2013 racconta Tansini -. Abbiamo chiacchierato del pi\u00f9 e del meno, ma era una persona piuttosto schiva. Un\u2019altra volta lo incontrai ai box quando era dirigente della Jaguar e un\u2019altra volta ancora, per puro caso, a Modena, insieme a Regazzoni. Clay mi ha raccontato come andarono davvero le cocase tra lui e Lauda durante il periodo in Ferrari: entrambi si stimavano e si rispettavano, ma la scuderia in qualche modo prefer\u00ec l\u2019austriaco dandogli maggiore supporto\u00bb.<\/p>\n<p>Dello stesso parere \u00e8 anche don Luigi Avanti, grande esperto di motori, presidente del Club Clay Regazzoni e vicepresidente del Club auto moto storiche Castellotti di Lodi: \u00abRegazzoni, come battuta, diceva che forse non avrebbe dovuto portare Lauda alla Ferrari visto che poi gli soffi\u00f2 il posto di primo pilota\u2026 In ogni caso credo che l\u2019austriaco sia stato un grandissimo, tra i migliori dell\u2019epoca, anche se a mio parere Clay non aveva nulla da invidiargli. Di Lauda ricordo soprattutto il grande gesto durante il Gran premio in Giappone del 1976, quando decise di fermarsi a causa delle condizioni meteo per non mettere a rischio la propria vita: fu un atto di grande coraggio\u00bb.<\/p>\n<p>Lauda fu \u201cinseguito\u201d a lungo anche dalla Scuderia Ferrrari Club di Sant\u2019Angelo Lodigiano, ma non ci fu verso di portarlo in citt\u00e0: \u00abEvitava di fare le serate, pi\u00f9 volte, attraverso intermediari, abbiamo cercato di invitarlo, ma ci \u00e8 sempre stato sconsigliato \u2013 racconta il presidente Maurizio Senna -. Come pilota \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi, un pilota \u201ccalcolatore\u201d. L\u2019episodio del Giappone rappresenta l\u2019emblema della sua carriera, ha preferito fermarsi pur essendo a un passo dal titolo mondiale. La sua vita, purtroppo, \u00e8 stata enormemente condizionata dall\u2019incidente in Germania: oltre ai segni sulla pelle, penso che nell\u2019occasione abbia respirato anche dei gas che gli hanno procurato seri problemi ai polmoni che si \u00e8 trascinato fino all\u2019ultimo. Il suo nome rimarr\u00e0 indelebile nel cuore dei ferraristi: come Scuderia Ferrari, venerd\u00ec, faremo un minuto di raccoglimento in suo onore\u00bb.<\/p>\n<p><em>HA VINTO TRE MONDIALI<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019incidente del N\u00fcrburgring nel 1976 non bast\u00f2 a fermarlo<\/strong><\/p>\n<p>LODI \u00abPreferisco avere il mio piede destro che un bel viso\u00bb. In questa frase \u00e8 probabilmente concentrata l\u2019essenza di Niki Lauda, una vita dedicata alla velocit\u00e0 e segnata dal terribile incidente dell\u20191 agosto 1976 sul circuito del N\u00fcrburgring, in Germania. La sua Ferrari prese fuoco e solo il tempestivo intervento dei colleghi, tra i quali Arturo Merzario, riusc\u00ec a salvarlo: 42 giorni dopo il dramma l\u2019austriaco torn\u00f2 in pista a Monza per battagliare con il rivale James Hunt, poi campione del mondo a causa della scelta di Lauda di non correre l\u2019ultimo Gp in Giappone. In Formula 1 Niki ha prestato il suo talento a March, Brm, Ferrari, Brabham e McLaren, vincendo 3 Mondiali, 2 con la \u201crossa\u201d (1974 e 1977) e 1 con la McLaren (1984), disputando in totale 177 Gp conditi da 25 vittorie. \u00abVinse a Monza il Mondiale dopo 12 anni che la Ferrari non trionfava davanti al pubblico italiano. Chiamai Enzo Ferrari e lo sentii per la prima volta, commosso, che piangeva\u00bb, il ricordo dell\u2019allora ds Luca Cordero di Montezemolo. Dopo il ritiro dalle competizioni ha fondato una propria compagnia aerea ed \u00e8 stato consulente di diversi team di Formula 1, tra cui Ferrari e Jaguar, prima di diventare presidente onorario della Mercedes con un ruolo al fianco di Toto Wolff. \u00abResterai per sempre nei nostri cuori e in quelli dei tifosi\u00bb, ha scritto il club di Maranello aggiungendosi al cordoglio degli sportivi di tutto il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cittadino<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"disable_featured_image":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-532","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=532"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":533,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/532\/revisions\/533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}