{"id":651,"date":"2016-12-14T19:41:12","date_gmt":"2016-12-14T18:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/?p=651"},"modified":"2023-04-29T19:43:33","modified_gmt":"2023-04-29T17:43:33","slug":"dieci-anni-senza-il-cuore-di-clay-regazzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/2016\/12\/14\/dieci-anni-senza-il-cuore-di-clay-regazzoni\/","title":{"rendered":"Dieci anni senza Clay Regazzoni"},"content":{"rendered":"<p>Testata: <strong>Quattroruote<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ricordo di un campione<\/strong><\/p>\n<p>Schietto e sincero, disponibile, ma anche pronto a fare polemica all&#8217;occasione. Basetta folta e baffo malandrino, a cornice di un sorriso che raramente mancava sulla sua bocca. Sono queste le immagini di <strong>Clay Regazzoni<\/strong> che ci portiamo dentro. Nitide, ancora oggi, nonostante siano gi\u00e0 passati dieci anni da quella giornata in cui \u2013 mentre guidava, in autostrada&nbsp;\u2013 un malore ha fermato per sempre la sua lunga corsa. E solo quello, in effetti, poteva riuscire a bloccare il suo impetuoso essere. Qualcosa che non era riuscito neanche al botto di Long Beach, che pur lo aveva costretto a vivere su una sedia a rotelle. Un mix di generosit\u00e0 e talento, diventati oggi un ricordo nei cuori di tanti appassionati.<\/p>\n<p><strong>Gli inizi.<\/strong> Gian Claudio Regazzoni \u00e8 per tutti, semplicemente, Clay. Inizia a correre in et\u00e0 piuttosto avanzata rispetto a gran parte dei suoi colleghi dell\u2019epoca, partecipando alle prime gare quando di anni ne ha 24. In Formula 3 conosce Luciano Pederzani, patron della Tecno, con cui inizia la sua scalata verso la Formula 1, dove lega il proprio destino a quello della Ferrari. Di lui, il Drake scriveva: \u201cViveur danseur e pilota a tempo perso\u201d, proprio per la sua immensa passione per la vita fuori dalle piste. Tanto veloce e tenace in pista, quanto ironico e piacevole fuori dall\u2019abitacolo. Conquista la prima vittoria in una delle edizioni pi\u00f9 folli del Gran Premio d\u2019Italia, quella del 1970, a Monza. Una vittoria che, con la tuta rossa addosso, lo fa entrare di diritto nel cuore dei tifosi del Cavallino. Nel frattempo resta con un piede in Formula 2, dove, con la Tecno, si porta a casa il titolo continentale del &#8217;70.<\/p>\n<p><strong>Anni difficili.<\/strong> La Ferrari 312 B2 non \u00e8 competitiva come si sperava e le soddisfazioni della stagione \u201972 sono magre. Per fortuna, Clay appaga la sua voglia di vittoria correndo con le vetture Sport di Maranello, che dominano il Mondiale Marche. Dopo una parentesi alla BRM nel \u201973, Regazzoni torna a correre in F.1 con la Ferrari, giocandosi la pi\u00f9 grande chance della propria carriera: il Mondiale si decide all\u2019ultima gara e Clay paga un\u2019improvvisa, quanto strana perdita di competitivit\u00e0 della sua Rossa che gli fa perdere il titolo, a favore del brasiliano Fittipaldi. Vorrebbe riprovarci l\u2019anno successivo, ma deve fare i conti con l\u2019ingombrante compagno di squadra \u2013 Niki Lauda \u2013 che proprio lui, qualche anno prima, aveva raccomandato al Commendatore. L\u2019ultimo acuto con il Cavallino Rampante arriva nell\u2019ormai celebre mondiale del \u201976, al Gran Premio di Usa Ovest. Il rapporto con la Ferrari, per\u00f2, \u00e8 sempre pi\u00f9 incrinato e Clay decide di lasciare l\u2019Italia, passando prima alla Ensign e poi alla Shadow, per due stagioni&nbsp; da dimenticare. Nel \u201979 si accorda con la Williams, alla quale regala la prima vittoria in Formula 1 (il GP d&#8217;Inghilterra), ricevendo poi un trattamento discutibile: lasciato a piedi da Sir Frank, deve tornare alla Ensign.<\/p>\n<p><strong>Una carriera stroncata.<\/strong> Nel 1980, la corsa di Regazzoni si interrompe al cinquantunesimo giro del GP Usa-Ovest, a Long Beach: il pedale del freno della sua Ensign si rompe, lasciandolo in balia di un missile lanciato a 250 km\/h orari verso una pila di gomme, dove la sua vettura si incaglia dopo un gran botto. Un impatto terribile, che fa perdere a Clay l\u2019uso delle gambe, costringendolo su una sedia a rotelle. A nulla valgono i ripetuti interventi chirurgici ai quali si sottopone.<\/p>\n<p><strong>La vita dopo l&#8217;incidente.<\/strong> Chiunque, al suo posto, probabilmente si sarebbe perso d&#8217;animo. Clay, invece, non si arrende, anzi, si impegna per quelli ancora meno fortunati di lui. Regazzoni torna a correre su vetture con comandi al volante, arrivando a disputare anche gare massacranti, come la Parigi-Dakar a bordo dei mastodontici camion Tatra; pochi anni pi\u00f9 tardi, d\u00e0 vita alla Fisaps, la Federazione italiana sportiva automobilismo patentati speciali, per fare in modo che anche i piloti con disabilit\u00e0 siano ammessi alle gare automobilistiche, oltre al Club &#8220;Clay Regazzoni Onlus &#8211; Aiutiamo la Paraplegia&#8221;. Oggi ci resta il ricordo di un personaggio straordinario che, con il suo modo d&#8217;essere, ci ha insegnato ad amare la vita. <strong>D.R.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattroruote<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"disable_featured_image":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-651","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=651"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":653,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions\/653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}