{"id":857,"date":"2013-02-01T10:58:50","date_gmt":"2013-02-01T09:58:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/?p=857"},"modified":"2023-05-01T13:38:18","modified_gmt":"2023-05-01T11:38:18","slug":"ventesimo-gran-premio-della-solidarieta-del-club-regazzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/2013\/02\/01\/ventesimo-gran-premio-della-solidarieta-del-club-regazzoni\/","title":{"rendered":"Giulio Borsari: la F1 da Fangio a Regazzoni"},"content":{"rendered":"<p>Testata: <strong>Kerb Motori<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>HA SPENTO IL MOTORE: \u00c8 STATO IL MECCANICO DEI PI\u00d9 GRANDI<\/strong><\/p>\n<p>di Andrea Cittadini e Luca Giraldi &#8211; Foto Ferrari, Maserati<\/p>\n<p>Giulio Borsari, classe 1925, \u00e8 morto mercoled\u00ec 27 marzo a Modena. Ci eravamo sentiti al telefono la settimana prima. Serviva una sua foto per questo articolo. Grandissima persona Giulio: un signore. Ha fatto la storia della F.1 dall\u2019altra parte della barricata: quella dei meccanici. Entr\u00f2 come meccanico in Maserati dopo la guerra e segu\u00ec l\u2019epopea del Tridente con assi come Stirling Moss e Juan Manuel Fangio, tanto che fu testimone dell\u2019incredibile successo del \u201cCampeon\u201d al N\u00fcrburgring. La chiusura del reparto corse alla fine di quell\u2019anno lo port\u00f2 a Napoli, su suggerimento di Stanguellini: lavor\u00f2 alcuni mesi da Sabatino Paganelli, elaboratore Lancia e costruttore della vettura omonima. Al ritorno a Modena fu assunto da Mimmo Dei della Scuderia Centro-Sud. In questi anni fece provare una Osca all\u2019olimpionico Livio Berruti sull\u2019Aerautodromo di Modena, come da foto nell\u2019altra pagina. Nel 1962 Borsari entr\u00f2 alla Ferrari e due anni dopo divenne capo-meccanico della squadra di F.1. E\u2019 rimasto a Maranello fino al 1977, seguendo campioni come Bandini, Regazzoni, Surtees, Ickx. Fece in tempo anche ad assistere alle prime esperienze di Gilles Villeneuve. Ma l\u2019et\u00e0 delle pensione ormai era arrivata; inoltre il Drake non aveva mandato gi\u00f9 che lui avesse preso dei giorni di ferie per andare a Indianapolis a veder correre Regazzoni, ospite di Clay. Infatti lo aveva spostato a seguire i motori Dino V6 di F.2 che nel \u201977 Ferrari concesse alla Scuderia Everest di Giancarlo Minardi, per equipaggiare le Ralt prima e le Chevron poi, nel 1978: piloti Brancatelli, Leoni, Guerra e De Angelis. Meglio lasciare, si chiuderva un ciclo. Il destino di Borsari \u00e8 stato legato soprattutto a quello di due piloti: Juan Manuel Fangio e Clay Regazzoni. Curiosamente entrambi vinsero al N\u00fcrburgring nella giornata del 4 agosto; nel 1957 l\u2019argentino, nel 1974 il ticinese. Il 4 agosto dell\u2019anno 1967, corre invece la mia data di nascita. Un filo rosso lega questi due successi a Borsari e in qualche modo anche a me, visto che mi fa piacere sapere che in quella data due eccellenti cavalieri fecero la loro magnifica impresa. Borsari fu molto vicino anche a John Surtees e a Jacky Ickx, entrambi accomunati da un altro aneddoto: si sentiva in colpa perch\u00e9 per un suo errore incapparono in due brutti incidenti, ma fortunatamente non ci furono conseguenze. Due sbagli in carriera possono capitare a tutti e la grande giostra delle corse, specie all\u2019epoca, prevedeva anche queste evenienze. Grande l\u2019onest\u00e0 intellettuale di Borsari comunque, nel ricordare questi episodi. Una volta in pensione, Borsari ha continuato a seguire il mondo delle corse, e ha fondato il \u201cClub Meccanici Anziani Formula Uno. Dal suo libro \u201cLa Ferrari in tuta\u201d scritto con Cesare De Agostini &#8211; edizioni Autosprint, estrapoliamo questo scambio di cortesie. \u201cQuando l\u2019agenzia viaggi di Lugano mi comunic\u00f2 che c\u2019era un biglietto prenotato a mio nome per il volo Milano-New York-Indianapolis, confesso, \u00e8 stato il momento pi\u00f9 bello della mia carriera di meccanico da corsa. Era il 20 maggio 1977: avrei potuto assistere alla pi\u00f9 spettacolare e famosa corsa del mondo. Se ho vissuto quei lunghi esaltanti momenti, lo debbo alla sensibilit\u00e0 di un carissimo amico e di un grande campione: Clay Regazzoni. Grazie Clay! Giulio\u201d. Queste sono invece le parole di Clay: \u201cGiulio, oltre ad essere stato il capomeccanico della mia squadra, \u00e8 un amico, un \u201cfedele\u201d. Con me ha gioito e sofferto durante la mia permanenza in Ferrari. Amava lui stesso collaudare le vetture, dare l\u2019ultimo tocco con molta cura e precisione. Lo ricordo, quando ancora non esisteva la pista di Fiorano, dopo ogni revisione delle vetture, girare sull\u2019acciottolato del cortile interno della fabbrica, a Maranello, per il primo rodaggio. Clay Regazzoni\u201d.<\/p>\n<p><strong>BORSARI RICORDA FANGIO<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuel 4 agosto al N\u00fcrburgring, noi della Maserati utilizzavamo pneumatici Pirelli, i migliori, ma che non coprivano l\u2019intera distanza. Ferrari, invece, aveva gomme Englebert che duravano per tutta la corsa. I giri in programma erano 22, Fangio doveva dunque fermarsi a met\u00e0 gara per il cambio. Decidemmo di farlo partire con met\u00e0 serbatoio, per sfruttare il minor peso rispetto alle Ferrari; avrebbe dovuto costruirsi un vantaggio sufficiente a tenere la testa anche dopo la sosta ai box. Al via scattarono Mike Hawthorn e Peter Collins, poi dopo due giri Fangio and\u00f2 al comando, fermandosi come previsto al dodicesimo passaggio. Durante la sosta, ecco l\u2019inconveniente! Nel cambiare le ruote posteriori, il gallettone di quella destra rotol\u00f2 via e fin\u00ec sotto la macchina. Una volta inserita la gomma nuova, il meccanico Manni non lo trov\u00f2 pi\u00f9! Io normalmente facevo il rifornimento di benzina, ma in quell\u2019occasione se ne stava occupando Guerrino Bertocchi, il capo-meccanico Maserati. Insomma, io ero l\u00ec intorno, fortunatamente lo vidi e urlai: \u201cil gallettone, il gallettone!\u201d. Fangio ripart\u00ec dopo 54-55 secondi, trenta in pi\u00f9 del previsto! Infatti mediamente ne servivano 20-22. Mancavano dieci giri, e doveva recuperare quasi un minuto. Quella, credo sia stata, come poi lo stesso pilota argentino ha confessato in varie occasioni, la corsa dove ha rischiato di pi\u00f9, perch\u00e9 recuperare 10-12 secondi in un giro al N\u00fcrburgring significava andare alla disperata. L\u00ec ha dimostrato e ha fatto vedere quello che era: il Maestro. Di mondiali ne aveva gi\u00e0 vinti quattro. Ne aggiunse un quinto. Giulio Borsari\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kerb Motori<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"disable_featured_image":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-857","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=857"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/857\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":966,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/857\/revisions\/966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clubclayregazzoni.it\/wps\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}