XXXIII Gran Premio della Solidarietà – XX Cena in memoria di Clay Regazzoni

Una cena per ritrovarsi, una serata per ricordare.

Ci sono persone che anche quando ci lasciano, continuano a camminare accanto a noi.
Come consuetudine la nostra tradizionale cena di fine anno sarà dedicata al ricordo di Clay, un uomo che ha saputo trasformare la passione, il coraggio e le difficoltà della vita in un esempio per tutti.
Ma sarà soprattutto una serata nel ricordo di Don Luigi Avanti.
Don Luigi ha dedicato la sua vita agli altri, alle persone, all’ascolto, alla presenza discreta e concreta di chi sa sempre esserci nel momento del bisogno. La sua vita è stata una testimonianza semplice e profonda di attenzione e di amore verso il prossimo.
A nostro parere il modo più bello è proprio quello di ritrovarsi insieme come ogni anno, parlare, sorridere, condividere un momento e lasciare che i ricordi diventino ancora una volta presenza.
Questa non sarà quindi soltanto una cena di fine anno. Sarà l’occasione per ricordare chi ci ha lasciato, celebrare ciò che ci ha insegnato e dire grazie per averlo incontrato lungo il nostro cammino.

L’appuntamento è come indicato da Clay, sempre per l’ultimo sabato di novembre, con inizio cena alle ore 20,00 presso l’Oratorio San Bernardo di Lodi – Piazza San Bernardo, 45 – 26900 Lodi –

Per prenotare:

Io e Clay. Un’amicizia ad alta velocità

Testata: Il Foglio

La recensione del libro di Giacomo Tansini e Andrea Bernardini edito da Comunica Books Edizioni, 240 pp., 18 euro

di Carlo Maria Simone

Perché lo fanno?”, mi sono chiesto fin da bambino, osservando le monoposto sfrecciare, quando la Formula 1 era ancora in chiaro, e mio padre metteva i Gp in tv per digerire il pranzo della domenica.

È una domanda a cui non ho ancora trovato risposta.

Anche quando vedo le persone che fanno il bene, mi viene la stessa domanda. Perché lo fanno? Perché non si limitano a essere borghesi? Ecco il punto di contatto con la domanda sui piloti: perché c’è gente che non si pone limiti? Perché osare? Offrirsi, perché? Per chi?

Queste sono le serie questioni al centro di “Io e Clay. Un’amicizia ad alta velocità” (Comunica Books Edizioni, 2026), firmato da Giacomo Tansini e Andrea Bernardini, con Prefazione di Gian Maria Regazzoni e Postfazione di Gian Carlo Minardi.
Tansini (classe 1955) è fondatore e presidente onorario del club Aiutiamo la paraplegia-Club Clay Regazzoni. Una vita tra i motori, dalle officine di Paullo a quelle di Maranello: su e giù lungo la A1 solo per vedere il dio Cavallino. E i suoi sacerdoti: è così che si rende noto dalle parti di Modena, e con pazienza evolve da fan ad amico del burbero pilota ticinese. O forse qualcosa di più: un rapporto, quello con Regazzoni, destinato a somigliare molto a quello di un figlio verso il padre; tanto da essere l’ultimo a sentirlo per telefono, quel 15 dicembre 2006 in cui il pilota che fu solo rallentato dall’incidente di Long Beach trovò la bandiera rossa sull’A1.
Padri e figli insieme possono fare grandi cose: e proprio una grande raccolta fondi è quella che dal luglio 1994 Tansini e Regazzoni hanno intrapreso in favore dei paraplegici. Velocità e debolezza, vitalità e malattia: un misterioso connubio, che in casa Ferrari si conosce dai tempi del compianto Dino, morto a ventiquattro anni per la distrofia di Duchenne.
Andrea Bernardini, al suo esordio, parte in quinta – è il caso di dirlo – e dà voce ai ricordi di Tansini con tanta nitidezza che pare di leggere un romanzo: le prime visite a Maranello, i sogni e le frustrazioni, la tragedia e l’estasi di Monza ’70, il godimento di Monza ’75; e poi la nascita dell’amicizia, le litigate, i galà, la vita semplice che si fa eroica: un’arte che noi italiani conosciamo bene, ma che non dobbiamo dimenticare.

Allora, “Perché lo fanno?” Perché sì. Il pericolo è un tema serio, quando si mette il cuore in pista: ma la Bibbia ci ricorda che Dio gli ignavi li vomiterà dalla Sua bocca.

Scarica l’articolo

Allegati

L’ultimo saluto al “prete da corsa”, il vescovo Maurizio: «Era pronto a tutto»

Testata: Il CIttadino

«L’immagine del sacrifico della Croce è sempre nei pensieri e nei propositi di ogni sacerdote davanti alla Madre del Signore»

di Federico Dovera

Chiesa di San Bernardo gremita per l’ultimo saluto a don Luigi Avanti, il “prete da corsa” amante dei motori che domenica s’è spento mentre si apprestava a celebrare un matrimonio ad Abbadia Cerreto. A presiedere ieri le esequie il vescovo Maurizio, che ha ricordato don Avanti citando anche il religioso francese Charles de Foucauld.

«Nell’Abbazia del Cerreto che gli era tanto cara, nella sera domenicale, don Luigi Avanti si accingeva a benedire le nozze, ma improvvisamente è stato chiamato dallo sposo Cristo Gesù alla festa del Regno Eterno – ha esordito monsignor Malvestiti -. Conosceva gli sposi, ma ancor più era amico dello sposo celeste. Era pronto a tutto, come recita la preghiera condivisa con i fedeli da lui al termine di ogni Messa».

Nel commiato è stata letta la pagina giovannea del dialogo del Figlio con la Madre e con l’apostolo, «parole rivolte a tutti, ma l’immagine del sacrifico della Croce è sempre nei pensieri e nei propositi di ogni sacerdote davanti alla Madre del Signore». La risposta del Crocifisso all’abbandono ricevuto dai più vicini alla sua missione Egli l’ha ricambiato con la garanzia che non ci abbandonerà affatto quando noi saremo in quella condizione: «Egli non vuole perdere nessuno. Abbandonarci tra le braccia del sacerdote eterno in crescente confidenza è quanto di meglio possiamo donare alla vita e al ministero. Don Luigi era sempre disponibile con la sua pacatezza e con il sorriso, a confermare l’apertura del cuore verso quanti incontrava. E se intravedeva lacrime, ricordava per sé e per gli altri che il pieno abbandono al Padre acquistò al Figlio crocifisso l’esaurimento della sua preghiera». Egli ci chiama all’obbedienza della fede: «Il Signore che imparò da ciò che patì l’obbedienza diventa ora il Signore che ci chiama alla stessa scelta, per poter partecipare alla causa di salvezza disposta per noi». Don Luigi nella parrocchia della Madonna della Clemenza e di San Bernardo ha passato «5 anni molto proficui tra amici cordiali». La chiamata definitiva avvenne sotto lo sguardo della Madonna assunta, patrona di Abbadia: «La sua opera di pastore fu caratterizzata anche dallo stare volentieri tra la gente. Poi c’è la passione per la quale è noto a tutti, correre. È una parabola della meta che ci attende, là dove tutti sono vincitori, nella divina carità, che non avrà mai fine».

Al termine della celebrazione l’intervento del parroco di San Bernardo don Guglielmo Cazzulani, che ha ripercorso l’ultima giornata di vita terrena di don Avanti, «il coronamento della sua esperienza umana e sacerdotale».

Scarica l’articolo

Allegati

Oggi le esequie di don Luigi nella chiesa di San Bernardo

Testata: Il CIttadino

Diocesi. Il commiato eucaristico nel pomeriggio alle 15.30

di Andrea Bagatta

Si terranno oggi pomeriggio alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria della Clemenza e San Bernardo in Lodi i funerali di don Luigi Avanti, coadiutore della parrocchia di San Bernardo, 80 anni, deceduto domenica pomeriggio nell’Abbazia del Cerreto, dove si trovava per preparare la celebrazione di un matrimonio. La camera ardente è stata allestita presso l’oratorio di San Bernardo, dove ieri sera si è tenuta una veglia di preghiera. Dal diffondersi della notizia sono stati tantissimi i ricordi e gli attestati di stima. Fondatore del Club Clay Regazzoni, amante dei motori, amico di piloti di Formula 1, ha usato questa passione per trasformarla in una spinta alla solidarietà, in particolare per i bambini e le persone paraplegiche. Nato a Cascina Canovette, tra Lodi Vecchio e Salerano, dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1969 fu proprio l’oratorio di Salerano il suo primo incarico. «Siamo cresciuti insieme, io bambino, lui giovane sacerdote – dice Paolo Peco sindaco di Sant’Angelo -. Amava lo sport quasi quanto la sua missione sacerdotale». Don Luigi era anche vicepresidente della Scuderia Castellotti, che lo ha ricordato con affetto: «Aveva un grande amore per i motori e le auto sportive, e portava questo amore nel suo grande cuore rivolto agli altri». Anche la famiglia Minardi, protagonista della Formula 1 con l’omonima scuderia da metà degli anni Ottanta ai primi anni Duemila, ha voluto celebrare ieri don Luigi con un ricordo sui canali social: «La famiglia Minardi, e Gian Carlo in particolare, apprende con grande tristezza la notizia della scomparsa di Don Luigi Avanti. Alla famiglia, agli amici e a tutto il Club Clay Regazzoni vanno le più sentite condoglianze e la vicinanza della famiglia Minardi»

Tantissimi i messaggi di cordoglio, da parte dei suoi oratoriani degli anni Settanta e Ottanta, dai parrocchiani di Cadilana e Abbadia, dove era rimasto per 20 anni, e persino dai suoi vecchi studenti all’Einaudi, dove aveva insegnato.

Scarica l’articolo

Allegati

Malore improvviso all’Abbazia del Cerreto, muore don Luigi Avanti: il “prete da corsa” aveva 80 anni

Testata: Il Giorno

Abbadia Cerreto, stava preparando un matrimonio quando si è accasciato. Inutili i soccorsi e il trasferimento al Maggiore di Lodi. Amico di Clay Regazzoni, aveva raccolto oltre 1,2 milioni per la ricerca sulla paraplegia

di Paola Arensi

Abbadia Cerreto (Lodi), 14 settembre 2026 – Malore improvviso, all’Abbazia del Cerreto, per l’amato “prete da corsa” don Luigi Avanti. Il sacerdote era conosciuto per la passione per la Formula 1 e l’amicizia con Clay Regazzoni. Nel 1994 fondò il club dedicato al pilota e raccolse circa un milione di euro per la ricerca sulla paraplegia.

Domenica stava preparando gli ultimi dettagli di un matrimonio quando, un improvviso malore, lo ha fatto accasciare al suolo. È morto così, all’Abbazia del Cerreto, don Luigi Avanti, 80 anni, sacerdote molto conosciuto nel Lodigiano e non solo. Una vita dedicata alla fede, alla corsa e soprattutto alla solidarietà.

L’allarme

L’allarme è scattato poco dopo le 15.30. Don Luigi si trovava nell’antica abbazia, dove era stato a lungo parroco, per seguire gli ultimi preparativi di un matrimonio. Insieme all’organista stava definendo i canti e la musica della cerimonia quando, improvvisamente, si è accasciato e ha perso conoscenza. A prestargli i primi soccorsi sono state le persone già presenti in chiesa e il parroco di Abbadia Cerreto, don Marcello Tarenzi.

I soccorsi

Sul posto è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa di Lodi ed è stato allertato anche l’elisoccorso, decollato da Milano. Il sindaco Danilo Denti, contattato per le informazioni relative al possibile luogo di atterraggio, ha raggiunto l’abbazia. L’elicottero, però, non è mai atterrato.
Per oltre mezz’ora i soccorritori hanno tentato di rianimare il sacerdote, anche attraverso l’utilizzo dei defibrillatori. Poi è stato deciso il trasferimento d’urgenza all’ospedale Maggiore di Lodi, nel tentativo estremo di salvargli la vita. Ma le condizioni erano disperate fin dall’inizio e, una volta arrivato in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Il malore aveva provocato un arresto cardiaco dal quale don Luigi non si è più ripreso.

L’amicizia con Clay Regazzoni

La sua figura, però, è legata anche a una lunga attività benefica. Grande appassionato di Formula 1, don Avanti era amico di Clay Regazzoni, del quale celebrò anche i funerali. Nel 1994 il campione svizzero e Giacomo Tansini fondarono un’associazione solidale intitolata al pilota, con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare alla ricerca medica e in particolare alla lotta contro la paraplegia. “Lui si è unito un paio d’anni dopo e grazie alla sua capacità di arrivare ovunque, abbiamo avuto anche la vicinanza di figure come il cardinale Tettamanzi e raccolto oltre un milione e 200mila euro”, ricorda con commozione Tansini. Un impegno portato avanti per oltre trent’anni, attraverso iniziative e raduni di auto sportive. Il club conta oggi circa 700 iscritti’.

I funerali 

 I funerali sono in programma martedì 15 settembre 2026, alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di San Bernardo a Lodi, la parrocchia dove don Luigi si era trasferito a vivere. Sono attese centinaia di persone per l’ultimo saluto a un sacerdote che ha lasciato un segno profondo. Questo non soltanto nella comunità religiosa, ma anche nel mondo dello sport e della solidarietà. 

Scarica l’articolo

Allegati

Don Avanti muore nella sua abbazia

Testata: Il Cittadino

L’allarme è scattato ieri poco dopo le 15.30, sul posto la Croce rossa di Lodi, rianimato per mezzora
e allertato l’elisoccorso

di Andrea Bagatta

Se ne è andato in fretta, in linea con quella passione di uomo che lo aveva sempre animato in vita. È stato chiamato al Padre nell’Abbazia del Cerreto, sicuramente uno dei luoghi del suo cuore di sacerdote, frequentata quotidianamente per tanti anni. È morto nel pomeriggio di ieri nella sua Abbadia Cerreto don Luigi Avanti, il prete da corsa. Fatale un malore improvviso poco prima che celebrasse il matrimonio di amici. L’allarme e la richiesta di soccorso è scattata poco dopo le 15.30. Don Luigi stava curando gli ultimi preparativi del matrimonio e in particolare con l’organista voleva definire i canti e la musica, quando improvvisamente si è accasciato al suolo. Secondo quanto ricostruito, fin da subito, ha perso conoscenza. Tra i primi a stargli vicino le persone che si trovavano in chiesa per gli ultimi ritocchi prima del matrimonio e il parroco di Abbadia Cerreto don Marcello Tarenzi. L’abbazia non si era ancora animata per l’arrivo degli invitati.

Sul posto è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa di Lodi e si è alzato in volo l’elisoccorso da Milano. Contattato per le informazioni relative ai luoghi d’atterraggio, anche il sindaco Danilo Denti si è recato all’Abbazia. In realtà l’elicottero non è mai atterrato. Nonostante i tentativi di rianimazione proseguiti per oltre mezz’ora, anche con l’uso di defibrillatori, don Luigi non si è mai ripreso e a quel punto i soccorritori hanno ritenuto più opportuno trasferirlo subito all’ospedale di Lodi per un ultimo disperato tentativo di salvargli la vita. Le sue condizioni erano apparse disperate fin dall’inizio. Una volta giunto all’ospedale Maggiore, però, i medici non hanno potuto far altro che costatare il decesso. Di fatto don Luigi è andato in arresto cardiaco al momento del malore e non si è più ripreso.

La notizia della morte non si è diffusa immediatamente in Abbadia Cerreto, e anche i numerosi curiosi, i conoscenti e gli amici hanno sperato si potesse riprendere. Il matrimonio è stato celebrato da don Marcello Tarenzi. La cerimonia funebre sarà celebrata domani, alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di San Bernardo, a Lodi.

Scarica l’articolo

Allegati

La notizia che non avremmo mai voluto dare. Ciao don Luigi

La triste domenica 13 settembre ci avvolge la notizia della scomparsa del Presidente del nostro Club, Don Luigi Avanti.

Nato nel 1945 e Parroco negli anni ad Abbadia Cerreto e Cadilana, passando prima da Graffignana, Mulazzano e Salerano sul Lambro, era oggi collaboratore pastorale all’oratorio di San Bernardo di Lodi.

Con la determinazione di sempre, insieme al fondatore e Presidente Onorario Giacomo Tansini, oltre a tutto lo Staff del Club Clay Regazzoni, portava avanti la “mission” di Clay a favore della raccolta fondi da destinare alla ricerca scientifica in paraplegia.

La sua eredità più grande non sono le cose che lascia, ma tutto il bene che ha saputo fare a favore del prossimo, restando vivo nei ricordi e nei cuori di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.

Le esequie si terranno martedì 15 settembre alle ore 15,30 presso l’Oratorio San Bernardo di Lodi.

 

Don Luigi Avanti muore prima di celebrare un matrimonio

Testata: Crema News

(Andrea Biraghi) Don Luigi Avanti, 80 anni, è morto dopo un grave malore accusato mentre si trovava nell’abbazia dove poco dopo avrebbe dovuto celebrare un matrimonio. La cerimonia era prevista nel pomeriggio e il sacerdote si è sentito male poco prima dell’inizio.parliamo con Tansini.

I soccorsi sono scattati poco prima delle 16. Sul posto sono arrivati un’ambulanza della Croce Rossa e i carabinieri, mentre era stato allertato anche l’elisoccorso. Don Luigi è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Lodi, dove è morto nonostante i tentativi di salvarlo.

Nato a Lodi Vecchio nel 1945 e ordinato sacerdote nel 1969, don Luigi aveva trascorso gran parte del proprio ministero nel Lodigiano. Per oltre vent’anni era stato parroco a Cadilana e successivamente aveva guidato anche la comunità dell’abbazia. Dal 2021 viveva a San Bernardo, a Lodi, dove continuava l’attività pastorale.

Accanto alla vita sacerdotale c’era una passione che lo aveva reso noto ben oltre le sue parrocchie: quella per i motori. Per molti era il “prete da corsa”, vicino al mondo della Formula 1 e legato in particolare al pilota italo svizzero Clay Regazzoni.

Proprio da quel rapporto era nata una delle esperienze più importanti della sua vita fuori dalla parrocchia. Il Club Clay Regazzoni aveva trovato per anni casa nell’oratorio di Cadilana e don Luigi ne era poi diventato presidente. Attraverso raduni ed eventi legati alle auto, l’associazione ha raccolto negli anni oltre un milione di euro destinati alla ricerca sulla paraplegia e al sostegno delle persone con disabilità, dopo il grave incidente che aveva visto Clay Regazzoni costretto su una sedia a rotelle..

Anche dopo il trasferimento a Lodi, don Luigi aveva continuato a seguire il Club e le sue iniziative. Era tornato ieri nell’abbazia per celebrare un matrimonio. È lì che si è sentito male, pochi minuti prima della cerimonia.

Scarica l’articolo

Allegati

Lodi, morto a 80 anni don Luigi Avanti, il «prete dei piloti» di Formula 1: la sua vita tra fede e motori. Il rapporto con Clay Regazzoni

Testata: Corriere della Sera – Ed. Milano

Carlo d’Elia

Aveva 80 anni. È morto ad Abbadia Cerreto mentre aspettava di celebrare un matrimonio. Per anni era stato al fianco di Clay Regazzoni, presidente del club dedicato al campione svizzero, e aveva contribuito a creare il museo con caschi e tute di Regazzoni, Niki Lauda e Ivan Capelli

«Don Luigi è stata una persona straordinaria. Per me il dolore è lancinante: è come aver perso per la seconda volta Clay Regazzoni». Giacomo Tansini, presidente onorario del Club Clay Regazzoni, al telefono non riesce a trattenere l’emozione. La notizia della morte di don Luigi Avanti, il parroco lodigiano conosciuto per la sua fede ma anche per la grande passione per la Formula 1 e i motori, lo ha colpito profondamente. Don Luigi è morto domenica pomeriggio, intorno alle 15.45, nella parrocchia di Abbadia Cerreto, dove aveva guidato la comunità per 26 anni, prima di diventare nell’ultimo periodo collaboratore pastorale all’oratorio di San Bernardo a Lodi. Era arrivato per celebrare un matrimonio fissato alle 16. Stava scherzando con alcuni parrocchiani quando, all’improvviso, si è accasciato al suolo. Inutili i soccorsi. 

Aveva 80 anni e alle spalle più di mezzo secolo di sacerdozio, ma chi lo conosceva difficilmente riusciva a separare il sacerdote dall’uomo che, nel tempo libero, amava infilarsi casco e tuta e mettersi al volante. Don Luigi Avanti è stato un prete eclettico, capace di vivere la propria vocazione senza rinunciare alle passioni, nemmeno a quella per il rombo dei motori. «Senza l’impegno di don Luigi e senza la sede che aveva messo a disposizione per la nostra associazione, non avremmo mai potuto fare nulla – racconta Tansini con grande emozione -. Dal 1996 ci siamo avvicinati e non ci siamo più allontanati». Per il prete lodigiano quella con Clay Regazzoni era stata molto più di una semplice collaborazione. Il campione svizzero, protagonista in Formula 1 anche al volante della Ferrari negli anni Settanta al fianco di Niki Lauda, era rimasto paralizzato dopo un incidente in pista nel 1980. Da allora aveva dedicato gran parte della sua vita alla raccolta di fondi per aiutare le persone paraplegiche. 

Don Luigi aveva sposato quella causa con convinzione (era il presidente del club), contribuendo alla nascita e alla crescita del club che porta il nome del pilota oltre a contribuire alla nascita di un museo dedicato a Clay Regazzoni e alla storia delle corse. Aperto da una decina d’anni, raccoglie modellini di vetture agonistiche, trofei, tute originali donate dai piloti e caschi appartenuti a grandi protagonisti della Formula 1, tra cui Regazzoni, Niki Lauda e Ivan Capelli. Al centro dell’esposizione anche la riproduzione di una Minardi di Formula 1 del 1993. Non a un caso, il soprannome che era stato affibbiato a don Luigi Avanti raccontava bene questa doppia anima: il «prete dei piloti» perché conosceva il mondo del paddock, le piste e i protagonisti delle corse. E lui stesso non si limitava a guardare le corse. Al volante della sua Alfa 147 aveva girato anche sull’autodromo di Monza, il tempio mondiale della velocità. Una scena quasi surreale soltanto per chi non lo conosceva: un sacerdote con il casco integrale e la tuta da pilota, pronto a scendere in pista. «Don Luigi ci mancherà tantissimo», conclude Tansini.

Scarica l’articolo