Presentato del volume “Io e Clay” scritto da Andrea Bernardini con Giacomo Tansini

Passione per i motori e impegno nel sociale si intrecciano nel libro “Io e Clay. Un’amicizia ad alta velocità”, presentato sabato 24 maggio all’oratorio San Bernardo di Lodi. L’opera racconta il profondo rapporto nato tra il campione di Formula 1 Clay Regazzoni e uno dei suoi sostenitori più affezionati. Attraverso fotografie, documenti e numerosi aneddoti, il volume — scritto da Andrea Bernardini con Giacomo Tansini per Comunica Books — raccoglie le memorie e le testimonianze di Giacomo Tansini, che ne è anche coautore.

Tansini fu legato da una sincera amicizia a Regazzoni, il pilota scomparso nel 2006 dopo una carriera ricca di traguardi nel mondo automobilistico. Nel 1980, durante una gara a Long Beach, un grave incidente lo costrinse a vivere su una sedia a rotelle.

Dal loro legame nacque nel 1993 “Aiutiamo la Paraplegia – Club Clay Regazzoni”, associazione di circa 700 iscritti impegnata nella raccolta di fondi a favore della ricerca e del sostegno alle persone paraplegiche. Il libro approfondisce proprio questa esperienza umana e solidale. La pubblicazione è disponibile sulle principali piattaforme online, arricchita dalla prefazione di Gian Maria Regazzoni, figlio del pilota, e dalla postfazione di Gian Carlo Minardi, storico fondatore della scuderia Minardi. Anche i ricavi derivanti dalle vendite saranno destinati a iniziative di supporto per i paraplegici.

Visita speciale alla Fondmetal, per assaporare il gusto della Formula1

Per la prima volta nella storia Fondmetal, una rappresentanza di tre club, viene accolta nel proprio stabilimento. Il Club Clay Regazzoni “Aiutiamo la Paraplegia” rappresentato dal fondatore Giacomo Tansini e dai consiglieri Alberto Maletti e Franca Innocenti e Marco Tortoli (fotografi della Foto E.C.), il Ferrari Club Abbiategrasso rappresentato da Paolo Pavesi  e il Ferrari Club di Sant’Angelo Lodigiano rappresentato da Maurizio Senna. Come rappresentanza ad accoglierci vi era la co/titolare Alessandra Rumi e tre suoi collaboratori Sig. Luca Bresciani, Sebastian Carozza, Gian Luca Manenti, che anno illustrato la storia di Fondmetal sia come stabilimento che squadra di f1 e anche i vari passaggi di lavorazione in stabilimento. 

La visita parte dal piazzale della ditta, entrando dal magazzino incomincia un vero e proprio tour attraverso i reparti produttivi , alla fine ci si ritrova  nel piazzale nel quale si possono ammirare una decina di vetture f1con marchio Fondmetal a partire dagli anni 80.

Il tutto si conclude con un pranzo che si è svolto al ristorante Braceviva di Trescore Balneario.

La storia di Fondmetal inizia nel 1970 a Palosco, una piccola località tra Bergamo e Brescia.

L’azienda nasce come fonderia di alluminio per conto terzi, continuando quella che è una tradizione di famiglia.

All’inizio Fondmetal, fondata da Gabriele Rumi, si occupava della produzione dei pezzi più disparati, ma con il passare del tempo, sia per le richieste dei clienti sia per la passione di Rumi per le auto e le corse, l’azienda si specializza sempre più nella realizzazione di particolari destinati all’industria automobilistica.

Tutto ciò comunque non basta a Rumi per garantire la totale indipendenza di Fondmetal.

La scelta del prodotto, per affinità elettive col mondo dell’auto, cade sulle ruote in lega. 

Vi sono caratteristiche che permettono a Fondmetal di essere da anni leader nel prodotto ruote in lega leggera: qualità del prodotto (omologazione TÜV, ECE, NAD), certificazione IATF 16949, UNI EN ISO 14001 e UNI EN ISO 9001, mentalità tecnologica acquisita sui campi di gara in tutto il mondo, impianti di produzione all’avanguardia della tecnica, flessibilità, affidabilità, velocità.